Gran professione quella dell’ingegnere!
“Con l’aiuto della scienza ha il fascino di trasformare un pensiero in linee di un progetto per realizzarlo poi in pietra o metallo o energia. Quindi creare lavoro e case per gli uomini elevando il tenore di vita e aggiungendone conforto.
Questo è il grande privilegio dell’ingegnere e anche il grande rischio perché le sue opere, a confronto di quelle di altri uomini e professionisti, sono all’aperto, sotto lo sguardo di tutti.
I suoi atti – passo, passo - sono di dura materia.
L’ingegnere non può seppellire i suoi errori nella tomba come i medici; né può trasformarli in aria sottile o darne colpa ai giudici come gli avvocati. Egli non può coprire i suoi insuccessi con alberi o rampicanti come gli architetti, né, come i politici, riversare gli errori sugli oppositori sperando che la gente dimentichi.
L’ingegnere, semplicemente, non può negare quello che ha fatto e viene condannato se l’opera non regge. D’altra parte, in contrasto con quella dei medici, la sua non è vita in mezzo ai deboli, né la distruzione è il suo scopo, come per i militari, e le
contese non sono il suo pane quotidiano come per l’avvocato.All’ingegnere compete rivestire di vita, conforto e speranza lo scheletro della scienza.
Con il passare degli anni senza dubbio la gente, se mai lo ha saputo, dimentica l’ingegnere che ha costruito. Qualche politico avrà posto il suo nome o quella sarà stata attribuita a qualche promotore che ha fatto uso del denaro altrui.
L’ingegnere, con una soddisfazione che poche professioni conoscono, gode dei benefici senza fine che scaturiscono dai suoi successi: il verdetto dei suoi colleghi è il solo titolo d’onore che egli desidera.”
Herbert Hoover, Ingegnere, Presidente degli Stati Uniti d’America dal 1928 al 1932
Numero di commenti: zeroMa non sarete esagerati?
Venerdi pomeriggio. Arrivo al Marco Polo di Venezia già con la carta di imbarco. I tabelloni luminosi confermano che il volo Alitalia è regolare: partenza 15,50 per Roma.
Si avvicina l’orario dell’imbarco. Nulla. Altri 20 minuti. Niente. Alle 17 l’addetta al Checkin comunica che il volo è stato cancellato e ci invita a riproteggerci (??) sul successivo delle 18 e 15. Grande corsa verso i banchi dell’accettazione, fuori dall’area sicura, Qualche spintone, un pò di patema ma ce la faccio. Non mi resta che attendere, nuovamente, con tanta pazienza.
Anche questa, però, volta l’orario previsto per l’imbarco passa senza che accada nulla. Si fanno le 19 e finalmente il comandante ci accetta a bordo.
Completato a fatica l’imbarco dei tanti passeggeri (due voli in uno: dire che l’aereo è pieno è poco), il comandante comunica che per una restrizione di traffico, il decollo non potrà avvenire prima di un’altra ora e mezza! A bordo si scatena il caos. Qualcuno chiede ed ottiene di scendere e viene subito rimpiazzato da altri passeggeri rimasti a terra. Altri gridano, protestano, inveiscono contro l’equipaggio. Scene poco edificanti.
Allora, come per magia, ma intanto si sono fatte le 19 e 30, le restrizioni al traffico terminano ed il comandante annuncia che partirà entro 10 minuti. Bon, forse per oggi è finita, mi dico, ma… per la successiva mezzora non accade più nulla.
Poi finalmente si parte arrivando a Fiumicino un pò prima delle 21.
Un pomeriggio sfortunato? Può essere, la legge dei numeri gioca a mio sfavore volando assai spesso, ma molti viaggiatori abituè su quel collegamento del primo pomeriggio ricordano una ampia casistica di problemi tecnici con ritardi e cancellazioni: un film già visto.
Forse un tentativo di Alitalia di sopprimere qualche volo non pienissimo o non strategico nel proprio operativo?
Oppure personale con scarso senso del dovere che, visto l’approssimarsi della fine di un periodo dove è regnata l’assoluta irresponsabilità, attua una protesta fatta di scioperetti bianchi.
Ma protesta contro se stesso perchè se è necessario oggi salvare la compagnia lo si deve a quel clima ventennale di tutto dovuto e tutto tollerato, al di fuori di qualsiasi logica imprenditoriale, con il quale la compagnia è stata gestita. Il tutto mentre le altre compagnie prendevano quota e volavano alto, e Alitalia, in barba alla sua mission, perdeva quota diventando una compagnia di aquiloni….sottoposta al vento della politica ed al traino di qualche provvedimento speciale.
Fale squadla…
E’ il titolo di un fondino tratto da La Stampa del 18/8/2007 Pag. 1. Il testo, a firma di Gramellini (mi sembra, ma mi scuso di eventuali errori) oltre ad essere divertente, dipinge assai bene una realtà che tutti conosciamo e suscita amare riflessioni.
Numero di commenti: uno“Alcune migliaia di adolescenti cinesi hanno tradotto in una sola notte l’ultimo volume di Harry Potter. Si sono divisi i capitoli, i paragrafi, probabilmente anche le sillabe, e adesso l’edizione pirata del romanzo circola sulle bancarelle di Pechino a poco più di un dollaro, in anticipo di due mesi rispetto alla traduzione ufficiale. Una prova maestosa di efficienza, rapidità e impunità di massa: infatti, mentre il ragazzo di Aix en Provence che curò la versione illegale in francese ha pagato il suo ardire solitario con il carcere, davanti a quel formicaio le autorità cinesi saranno costrette ad abbozzare, a meno di voler procedere a un rastrellamento di proporzioni maoiste. Se si aggiunge che i quindicenni asiatici hanno realizzato l’impresa di loro iniziativa e durante le vacanze estive, emerge un quadro preoccupante per la concorrenza. Immaginiamo che un’idea simile venga a una comitiva di giovani italiani. Intanto deciderebbero all’unanimità di ridiscuterne dopo la villeggiatura. Sorgono due coalizioni di traduttori, una per i capitoli dispari e l’altra per quelli pari. Ma dato che entrambe vogliono tradurre i dispari, viene indetta un’assemblea, al termine della quale gli sconfitti convocano una conferenza stampa allargata ai genitori per denunciare l’esistenza di un complotto. Nel frattempo i vincitori si mettono alacremente al lavoro per stabilire chi fra loro dovrà andare a parlarne in tv. Si raggiunge un compromesso: ci andranno tutti, appaltando la traduzione pirata ad alcune migliaia di adolescenti cinesi.”
Il cervello, questo sconosciuto
Quando si parla di sicurezza stradale, si affrontano temi come il limite di velocità, l’uso di alcol, il rispetto della segnaletica, ecc. Non si parla però mai di utilizzo del cervello per prevenire le situazioni a rischio.
Un esempio. Sulle strade di montagna - ma non solo - si incontrano motociclisti impegnati in pieghe mozzafiato. Le ruote sono nella propria corsia, magari molto prossime alla linea di mezzeria o a quella di margine, ma la testa del passeggero… dove è?
Nel caso di curve a sinistra è circa un metro e mezzo nell’altra corsia, nelle curve a destra è pericolosamente radente a muri laterali, veicoli parcheggiati, alberi, ostacoli sporgenti.
Il conto è presto fatto. La testa del passeggero, in moto sportive - in quelle cioè dove ti siedi direttamente sul parafango posteriore, è ad una altezza di circa un metro e sessanta-settanta centimetri da terra. Anche di più in moto da enduro.
Con pieghe dell’ordine dei 45 gradi, lo spostamento dalla verticale e cioè dal punto di appoggio delle ruote, è di circa un metro e venti centimetri. Il che vuol dire occupare per poco meno della metà la sagoma libera dell’altra corsia ovvero sporgere verso l’esterno fuori dalla sagoma libera stradale.
A un filo dalla tragedia, specie se la curva, magari, la si taglia un pò e sull’altra corsia si appalesa improvvisamente un furgone… oppure, all’interno, un albero è cresciuto non rispettando completamente le leggi della gravità e pende un pò verso la strada…
Come suggeritomi, un disegno spiega meglio la dinamica della questione.
La sporgenza laterale del cranio del motociclista rispetto al punto di appoggio, è data dal prodotto dalla sua altezza (1,70 m) per il seno trigonometrico dell’angolo di rollio e cioè sin 45 = 0,7 e quindi circa 1,20 m. La geometria non è una opinione.
Pishing (3)…
Altro messaggio di posta:
Caro membro di Banca Intesa,
Per i motivi di sicurezza abbiamo sospeso il vostro conto di operazioni bancarie in linea a Banca Intesa. Dovete confermare che on siete una vittima del furto di identità per ristabilire il vostro conto.
Dovete scattare il collegamento qui sotto e riempire la forma alla seguente pagina per realizzare il processo di verifica.<
>(è un link) Li ringraziamo per la vostra attenzione rapida a questa materia. Capisca prego che questa è una misura di sicurezza progettata per contribuire a proteggere voi ed il vostro conto. Chiediamo scusa per eventuali inconvenienti.
Francamente, Reparto Di Rassegna Di Conti Di Banca Intesa
Non risponda prego a questo E-mail. La posta trasmessa a questo indirizzo non può essere risposta a.
© Intesa Sanpaolo 2007 | Partita IVA 10810700152 |
Qualità sempre più bassa, altro che virus albanese…
Numero di commenti: zeroPishing (2)…
Solito messaggio di posta elettronica:
Nell’ambito di un progetto di verifica dei data anagrafici forniti durante la sottoscrizione dei servizi di Banca Di Roma e stata riscontrata una incongruenza relativa ai dati anagrafici in oggetto da Lei forniti all momento della sottoscrizione contrattuale.
L’inserimento dei dati alterati puo costituire motivo di interruzione del servizio secondo gli art. 135 e 137/c da Lei accettati al momento della sottoscrizione, oltre a costituire reato penalmente perseguibile secondo il C.P.P ar.415 del 2001 relativo alla legge contro il riciclaggio e la transparenza dei dati forniti in auto certificazione.
Per ovviare al problema e necessaria la verifica e l’aggiornamento dei dati relativi all’anagrafica dell’Intestatario dei servizi bancari.
Effetuare l’aggiornamento dei dati cliccando sul seguente collegamento sicuro:
<< Accedi a collegamento sicuro >>
Copyright 2000 / 2007 Banca di Roma - Privacy - Norme di trasparenza - Partita IVA 06978161005
A parte i soliti errori di italiano, i riferimenti ad adempimenti amministrativi ed a sanzioni penali lo rendono minaccioso.
Peccato che non possiedo un conto con Banca di Roma.
Air temperature sensor
La mia ormai più che decenne Mercedes SW ha installato nella plafoniera anteriore un sensore per il controllo della temperatura interna all’abitacolo che da qualche mese ha iniziato a cigolare. Molto fastidioso.
Dopo averlo smontato ed aperto, ho capito che la fonte del rumore è un ventilatore (diametro 1 cm e mezzo) che convoglia con continuità l’aria dell’abitacolo verso il sensore per la misura della temperatura.
Dopo tanti anni di servizio (il microblower va in moto con l’accensione del quadro) mi è sembrato naturale che accusasse qualche problema. Ho trovato in rete il ricambio al costo di 78 dollari oltre la spedizione.
Ma ricordandomi che l’olio è mezzo mestiere (come dicono i meccanici di età) ho immerso il microblower in olio da motore; dopo averlo asciugato con molta attenzione con carta assorbente l’ho rimontato. Perfetto, senza rumore. Come nuovo.
Tempo: mezzoretta.
L’età della pensione
A quale età è giusto andare in pensione? Dipende.
Se si è svolto un lavoro usurante, l’età giusta è quando il fisico lo chiede, quando è talmente logorato dalle fatiche del lavoro che si è svolto per tanto tempo che un prolungamento dell’attività lavorativa potrebbe causare importanti disagi fisici e costi sociali da non giustificare l’utilità di qualche anno di ulteriori contributi.
Se si è svolto un lavoro da manager, direttivo, il momento giusto è quando la grinta e la volontà di guidare l’azienda sono soppiantate dalla voglia di vivere finalmente la vita e gli affetti, entrambi spesso trascurati per la carriera.
Se si è stati professionisti, avvocati, medici di alto profilo, l’età della pensione per gli altri coincide con quella della maggiore utilità sociale e del maggior raccolto professionale, della maggiore capacità operativa e, più in generale, della maggiore esperienza. Prolungare di qualche anno l’attività lavorativa significa spesso rendere un servizio alla collettività.
Se si è stati insegnanti, è ora di andare in pensione quando il rapporto con lo studente non viene più visto come un momento di formazione e di aiuto alla crescita ma solo come elargizione di cultura fuori dal contesto della vita, quando il divario con lo studente non è più colmato dal carisma e dalla capacità di attrarre e guidare, in definitiva quando lo studente giudica fuori tempo massimo e ridicolo il proprio insegnante da non riconoscergli più ruolo.
Per fare il l’uomo politico, invece, non c’è età, purché non si immagini la politica e il ruolo che ne consegue come una rendita di posizione ed un diritto che spetta a vita.
E’ ora di andare in pensione, più in generale, quando la capacità acquisita nel tempo non può più essere messa a servizio di chi viene dopo perchè il nuovo che arriva da sotto avanza più velocemente dell’evolversi e dell’affermarsi della nostra esperienza.
Cinque semplici regole…
In un servizio televisivo su Sergio Marchionne, il grande manager che sta rifondando la Fiat, si diceva delle cinque semplici regole che sono state alla base del suo successo:
- riconcentrasi sul core business ovvero affrontare il mercato congeniale dove si possiede esperienza e capacità, abbandonando le inutili diversificazIoni e l’avventurismo.
- accorciare la catena di comando ovvero via quadri intermedi ed inutili livelli dirigenziali, la porta degli uffici del top management sempre aperta, non più di tre riunioni per giungere alla decisione.
- grossi investimenti in tecnologia per stare al passo dei tempi e sfruttare il meglio che offre l’innovazione.
- flessibilitá sul mercato delle alleanze per cogliere con il partner più giusto per il momento, le migliori occasioni del momento, via alleanze fisse e vincolanti.
- migliorare l’immagine e l’appeal del prodotto, dare fiducia al mercato e nel contempo garantire la qualità senza eccezioni.
-
Poi è necessaria da parte del manager una grande attenzione anche ai dettagli per trasmettere il senso che tutto è importante e migliorabile e, soprattutto, la umiltà di capire in silenzio come funziona l’azienda prima di prendere le decisioni strategiche.
Grande..
E allora diffidare dei manager che capiscono tutto al volo, che hanno le soluzioni in tasca per tutte le stagioni e che si contornano di staff poderosi per poi uscire dalle aziende che hanno rovinato con liquidazioni da capogiro…
Technorati Tags: Marchionne, Fiat, Manager, core business, core competence, investimenti, R&S, R&D, immagine, brand
Numero di commenti: zeroNon è tutto vero…
Pagare i bollettini postali online. E’ un servizio pubblicizzato da Poste Italiane. Facile e comodo. Ma con qualche limitazione.
È infatti possibile pagare solo alcuni beneficiari, solo quelli cioè che sono inseriti in un elenco nemmeno tanto numeroso.
Se conti su questo servizio per le situazioni di emergenza (scadenze fiscali, prossimità di ferie, pagamento tributi, etc.) o sei fortunato - il tuo beneficiario è nell’elenco - o sei perso. Io non sono stato fortunato e mi lamento. Anche perchè mi è stato detto che avrei potuto pagare online i bollettini per il rinnovo del passaporto, facendomi sentire un analogico fuori dal mondo perchè non ci avevo pensato.
Il tutto, poi, ha un costo decisamente alto: per versamenti di qualche centinaia di euro si possono pagare anche commissioni superiori ai dieci euro. Forse è troppo.
Technorati Tags: Poste, bollettini, c/c, Banco Posta, ferie, scadenze fiscali, fila, code
Numero di commenti: uno

